I love karototurta

Agosto 20, 2008 - No Responses

la monomania di agosto si chiama karototurta. mollicosa burrosa e appena appena fosforiscente per via dell’acido benzoico e, si sa, più carbossibenzene contiene un alimento più esso è buono. questa schiavitù mi tiene viva, la karototurta dà un senso alla mia vita _alzarsi dal letto lavarsi pettinarsi uscire di casa. andare da starbucks. ordinare la karototurta_ almeno fino alle dieci di mattina. dopo è tutto un po’ confuso.

Sezione gadget estivo. link utili ed interessanti per le tue vacanze

nata in agosto

Agosto 18, 2008 - 4 Responses

The dø

ti diranno che t’han fatto un pensierino per il tuo compleanno ma si scorderanno di dartelo: è settembre e non ha più senso. ti diranno che han provato a telefonarti per gli auguri ma dall’isoletta non prendeva proprio la linea.

mi dedico una canzone và.

Agosto 9, 2008 - One Response

Ghosts

Agosto 4, 2008 - No Responses

il baubau

Agosto 1, 2008 - 2 Responses

 

aiuto aiuto: mi sono sbagliato. quando le ho chiesto “mi vuoi sposare?” era una creatura bellissima, piena di cose da fare, gente da vedere, di interessi che spaziavano nel mondo della cultura e della scrittura,  le piaceva tenersi informata, utilizzava il pc, aveva sempre qualcosa di altro a cui pensare. bene: un depresso come me,  strozzato dal proprio tedio definitivo, non l’avrebbe manco notato. insieme saremmo stati perfetti, troppo assorbiti nei nostri rispettivi autismi e perciò incapaci di odiarci. ma la mia boccuccia non c’è più. non so come sia potuto accadere, adesso c’è un’altra donna. che vuole condividere tutto con me. parla di orologio biologico. mi ha depilato il torace!

baubau

per colpa di berlusconi cucino male

Luglio 29, 2008 - 4 Responses

pover’uomo, non ce la fa più: anche oggi ha mangiato la mia celebre brodaglia d’uovo. plagiata dall’ingannevole pubblicità del frullatore greco Frizzy “cucinare sarà un gioco da ragazzi”, dalle lusinghe di una commessa collusa “ce l’ho anche io, fa miracoli” e da quel senso del dovere casalingo che m’han innestato nel dna contro la volontà di dio “è meglio che si occupi di speculazioni, almeno non avvelenerà gente” ho comprato l’attrezzo e mi sono inserita subito nell’isterica categoria di donne frullatrici. frullo di tutto, tutto insieme, cotto crudo, animale vegetale, non mi risparmio in fantasia e azzardo sulla vita altrui “prova, dimmi se ti piace”. comunque non mi sento di prendermi la colpa io, col cavolo che lo faccio, dico c’è apposta berlusconi a causar tutti i miei mali che a fassino, magretto com’era, che gli si poteva dire?

donna moderna e a la page, segui anche tu la moda del momento: il foodpairing!!!

per colpa di berlusconi mi chiudo nell’autismo

Luglio 29, 2008 - 3 Responses

di nuovo non c’è  niente
vedo cose faccio gente
che cosa? come parli, che diavolo dici?
non sarà che hai ripreso coi narcotìci?
no per carità quelli aumentan lo stress del dopo elezioni
che poi dormo e sogno berlusconi
no, è che ho trovato ’sto giochetto
è da giorni che non smetto
ed è una bella cosa
avere rime a iosa
evitare l’ostracismo
rintanandosi nell’autismo
per quelli come me che a rimare
han sempre fatto cagare
(scusate)

un italiano vero

Luglio 26, 2008 - 2 Responses

niente, a noi italiani all’estero la birra ce la servono così.

in cerca di una summer of love

Luglio 25, 2008 - 4 Responses

c’è questo cliente qui di Santomenna, la sua referente è la temutissima sig.ra Rosa. ogni volta provo a scamparla: “Salve sono l’avvocato, mi passa il direttore?” - ”Per cosa lo vuole?” - “Per il pagamento di alcuni assegni” - ”Per questa cosa le passo la sig.Rosa”.

“Salve mi passa l’ufficio legale?” - “Per cosa lo vuole?” - ”questioni legali” - ”per questa cosa le passo la sig.Rosa”.

“Per un recupero crediti con chi devo parlare?” - “le passo la sig.Rosa, attenda”.

La sig. Rosa è veramente cattiva, se ne sbatte della mia ridicola retorica da prima della classe, dei miei modi educati ed urbani, se le dico “guardi non so, devo verificare” si spazientisce e mi manda in fretta a cagare, me ed  il mio stupido galateo da colleganza, i nostri sono decisamente mondi diversi. di solito prima di fare queste telefonate mi faccio un’ora di training ma stamattina mi ha colto alla sprovvista.

per cui d’impulso m’è scappato detto: “io, guardi, relata refero”. allora c’è stata una pausa colma di tensione e poi la sig. Rosa mi ha fatto:”guaglio’! cha non ce simm capit iettè. chammaritt? chemmestaricienn’ n’aggiocapite, cafacimme iettè? coma ti chiami? com’è catichiamm? eh?”.

niente, ho deciso di diventare una  hippie.

una prece

Luglio 24, 2008 - 2 Responses

Dottore: “δεν θα είναι τιποτε το περίεργο”.
Lui:”dice che non ci sarebbe nulla di strano”.
Dottore: “αν θα είσουνα εξηντα χρονων”.
Lui:”se avessi sessantanni”.
Io:”ah”. 
Dottore:”γι’αυτό τωρα θα σου γραψω αλλες εξέτασεις, για να ειμαστε σιγουροι οτι”.
Lui: “per cui ora ti prescrive altri esami, per stare certi che”.
Io: “che?”.
Lui:”non essere paranoica. saranno normali esami di routine”.
Io: “routine un cazzo. te l’ha detto lui o te lo sei inventato da solo? No, per piacere non starmi a dire le cose tu, solo perchè una volta hai tolto due ossetti del cazzo con l’allegro chirurgo. eccheccazzo. traducimi. e basta. voglio sapere cosa potrebbe essere. avanti dai chiedi un po’ questa cosa qui, chiedi”.
continua

l’(in)cubo di rubik

Luglio 18, 2008 - 7 Responses

“porto a spasso la depressa” hai detto. bravo. sei bravo tu che pensi di poterci scherzare sopra ma vedi, no, non è così: non puoi farlo.

l’amore è un rompicapo, un enigma che ci ti mette alla prova ogni giorno. per cui. non puoi fare un sacco di cose. e non perchè te lo dico io, no. si tratta di interdizioni ragionevoli, strutturali: è la sciarada, il cubo di Rubik.

e dunque ci sono cose che tu non puoi. non puoi dire porto a spasso la depressa. invitare la tua ex ad un concerto. dissociarti dalla mia vena ironica rispondendo scocciato. svilire i miei sentimenti feriti sdrammatizzando con una delle tue battute. svegliarmi con la tua mattiniera imitazione del regista della serie tv “Boris”. giocare con la playstation mentre io pulisco. stare al computer mentre io pulisco. pulire in orari diversi da quelli stabiliti di volta in volta da me. mangiare aglio se io invece no. dire “si andiamo a waterland” e non simulare un po’ d’entusiasmo. e non puoi non dissimulare le tue simulazioni. con questo la smetto qui che m’è venuto il mal di testa. non puoi farmi venire il mal di testa.

ricordava la sua gioventù con nostalgia

Luglio 16, 2008 - 6 Responses

era il mio preferito. questo è il momento topico (minuto 2:00); le dicono che il fidanzato è morto in guerra e lei in segno di lutto si taglia i capelli ed indossa il kimono bianco. trovatemi voi una donna di sifatta tempra al giorno d’oggi. il video è in lingua originale che, sapete, da quando vivo all’estero non posso più guardare cose doppiate.

Ho la cosienza sporca, non dormo

Luglio 15, 2008 - 6 Responses

ho la cosienza sporca, non dormo.

per prendere i finanziamenti pubblici la camera di commercio italoellenica ogni tre mesi attiva i suoi mafiosi vassalli che, giornalisti per un’ora, smarmellano di cazzate le cinquanta pagine della patinata rivista di famiglia, così pubblicamente finanziata.
qualsiasi puttanata purchè si pubblichi, a proposito quest’anno ci serve qualche minchione ricattabile disposto a scrivere”.

per cui qualche giorno fa mi viene chiesto in nome de ’sti cazzi della vampa italica un contributo. tento di sabotare la rivista dall’interno stroncandola con un gioiellino estivo “Aspetti fiscali nella costituzione delle società in accomandita semplice” ma ai panzoni col panerai non fotte niente: “benissimo, ottimo. scriva”.

continua

se non lì, qui

Luglio 10, 2008 - 12 Responses

ce la posso fare da sola io?”
no“.

d’accordo, sei una luminare della psichiatria; nel tuo studio campeggiano targhe dorate, mostrine e cartame incorniciato, il che mi porta ogni volta che metto piede lì dentro a sentirmi un’idiota analfabeta. qualcosa mi suggerisce che, finchè ho te ma perchè mai dovrei fare tutto da sola? ci sai fare. modelli le sagomine del tuo presepe con la pappetta moscia del mio cervello. 

del resto son tre anni che cerco di pigliarti per il culo, rigirarti come un calzino, stupirti con le mie citazioni raffazzonate, leggo quintali di manuali a buon prezzo,  ci ficco dentro se posso anche citazioni di Apuleio, mago e alchimista, così, per sminuire il tuo blasonato mestiere e niente: tu continui ad analizzare il mio nodo psicotico con rigida fissità.  maledizione. ogni volta che ti racconto un sogno ti precedo e me lo analizzo da sola perchè, che si sappia bene e a chiare lettere: sono una tipa sveglia. ma tu sembri sempre saperne più di me strega maledetta .

ma… scusi, ne è certa?”
si. ne sono certa“.
maledetta puttana, col cazzo che ci ritorno da te, tu mi vuoi spennare come un pollo. ma dico io, e l’etica? la pietas? non ti faccio già abbastanza pena, orfana e con mille fisime molto, molto, gravi? senza contare il costo della vita che non affliggerà te di sicuro con quel culo affondato su pelle di vitelli argentini, beh ma io devo fare i conti tra sottomarche di saponi che odorano di scorreggia, fanculo te e le tue mostrine dell’ordine degli psichiatri.
perchè io credo che forse potrei provare a farcela da sola invece. no?”.

ed è in quel momento lì che la zoccola, lontana da quel precetto di antico e materno buon senso del cammina con le tue gambe: io mi fido di te, rimane zitta, muta, eretta sul dannato scranno frau dello psicoabuso, sordida spacciatrice di psicofarmaci. sposta il collo secco di lato e fa ciondolare la cazzo di collana afro, poi emette la sua inappellabile sentenza: non potrò mai avere una vita normale senza il suo aiuto. la coazione a ripetere, il complesso di edipo, il rapporto difficile con la madre. la scarsa autostima. fanculo. me ne vado e col cazzo che ti pago il resto. per cui oggi ho un debito di 6000 euro un’ipoteca sulla mia felicità e scrivo su un blog.

In alto mare

Luglio 2, 2008 - 7 Responses

uno. Ho scoperto che emule scarica anche i film. Prima di intenerirvi per la mia sprovvedutezza lasciatemi spiegare una cosa. Certa della mia assoluta inettitudine col mezzo tecnologico, ho sempre lasciato che ai files pesanti ci pensasse l’uomo di casa, come spostare la libreria, pulire le grondaie o verniciare le persiane. L’uomo di casa, infatti, mi diceva sempre “ho tirato giù questo e quello da torrent” procedura complicatissima a cui sarebbe seguito poi il sibillino rituale di conversione estrazione smadonnamento “mammamia è troppo per me” così ho sempre lasciato stare. Per cui adesso ho abbandonato l’uomo di casa ai suoi inutili affaccendamenti e mi sto lobotomizzando con i miei scarichini quotidiani. Non parlo più con nessuno, esco solo per andare, altrettanto autisticamente, a nuotare. Passerà.

due. M’han detto che l’amore è come un fiume di lava. “Oh, cazzo“. E se fosse, diciamo, un fiume largo ti darebbe noia? Sto ancora assorbendo il colpo su questa facenda.

tre. Ho avuto l’idea di un viaggio a Stoccolma per cui questo, pare, ne abbia fatto di me la naturale organizzatrice. Sono un tipo suggestionabile per cui ogni offerta mi sembra ottima, comprerei tutti i pacchetti che mi propongono ma sono priva però di pressoché qualsiasi capacità discernitiva. sono ancora in alto mare. ci vorrebbe un’intelligenza matematica, del resto chi si affiderebbe ad una povera rincoglionita che fino a ieri ignorava la funzione principale di emule?  qualcuno che sappia incastrare le coincidenze prevedere le variabili valutare le incognite tabellizzare gli orari considerare la metropolitana ottimizzare le spese e ridurre le complessità. non io, certo. no. comunque il bagno in camera secondo me non è una complessità. non si può ridurre. io in certe intimità mi espongo solo ai familiari. o mi date un budget più alto o mi arrendo.

fine